martedì 7 luglio 2015

Tracce irrecuperabili sul bagnasciuga di un lungomare immaginario

Non resterà traccia,

della vostra vanitosa ipocrisia, che pregna e rende sempre più vacui ad ogni piè sospinto i social che vivete.


Non resterà traccia,

della mancanza di attenzione verso i temi vitali che anziché suscitare in voi solidarietà suscitano indifferenza.


Non resterà traccia,

delle rughe che photoshop cancella per favorire un proliferare di approcci effimeri di cui i più si nutrono.


Tracce indelebili,

resteranno quelle delle parole che ci scambiavano toccandoci le mani, guardandoci negli occhi sorridenti mentre continuavamo a solcare le nostre vite con emozioni vere.


Jupa 2015

sabato 22 novembre 2014

Madre Terra

Molti vivono la loro esistenza senza preoccuparsi dello stato di salute del pianeta, delle condizioni dell'atmosfera, delle foreste, del mare, dei ghiacciai, delle calotte polari, delle specie animali già estinte e quelle in via di estinzione.

Molti restando incuranti, non si preoccupano di aspetti che considerano non appartenenti alla loro sfera, situazioni per loro lontane dal vivere quotidiano, che invece sono legate in modo indissolubile a noi tutti. Un quadro bellissimo, un organismo vivente, un anello di congiunzione con l'Universo, un sistema composto da un infnita serie di biodiversità che costuruisce e produce quanto serve per tenere in equilibrio costante tutto il nostro pianeta.

Non sono nemmeno un pò in debito con la mia coscienza quando mi scopro per niente comprensivo verso questo tipo di persone insensibili ed inadeguate, incredibilmente prive di qualsiasi forma di coscienza ecologica.

A queste persone che vivono il loro quatidiano in un meschino egoismo di finti valori, presi dal nulla ed intenti in cose che prima o poi scadranno, progettisti di attività effimere, gestori di imprese senza contenuti etici e senza valori degni di essere consegnati ai loro eredi. A questi rivolgo la mia accorata preghiera di fermarsi un attimo, di distrarre un pò del loro tempo per dedicarlo a contemplare la natura, in qualsiasi sua forma. Una vallata dall'alto di una montagna, un orizzonte seduti su una panchina in riva al mare, le nuvole da un finestrino di un aereo, anche solo sfogliando un catalogo preso da una agenzia di viaggi. Fermarsi e osservare può sembrare sciocco ed inutile quando siamo succubi e soggiogati dai nostri abituali comportamenti.

Fermatevi, osservate e contemplate il creato, spero per voi che nei vostri cuori insorga quel sentimento che mi auguro gia provate ogni qualvolta contemplate la foto della donna dal cui seno avete succhiato la forza, quel latte che dà vita, quel sorso che spegne ogni lamento.

Amare significa curare, Amare significa preservare, Amare significa salvaguardare, Amare significa rispettare, Amare significa nutrire, Amare significa difendere.

Amare non significa sfruttare a tutti i costi ciò che crediamo nostro, credendoci padroni di casa nostra che è provvisoriamente poggiata sulla Madre Terra sin quando lei vorrà. Crediamo di poter sversare in essa i nostri rifiuti e fanghi, sostanze velenose ed inquinanti, ignorando che avvelenando nostra Madre Terra dai suoi seni uscirà latte avvelenato.

Ai posteri l'ardua sentenza.



Economia, Finanza e Petrodio

La terra ed i suoi abitanti più deboli su più fronti sono sotto attacco, sotto gli occhi di tutti segnali evidentissimi, ripetuti ed inequivocabili, in ogni dove sul pianeta eventi disastrosi e distruttivi, Tsunami, Terremoti, Uragani, Nubifragi, Frane, Grandinate, ecc..

Notevolissimi gli interessi in campo, tanto che in molti mettono in dubbio chi asserisce che questi stravolgimenti climatici sono da attribuire all'eccessivo utilizzo di energia fossile fonte di una esagerata immissione di CO2 in atmosfera, causa del cosidetto effetto serra.
Un altro fronte da non sottovalutare, peraltro certificato dalle analisi eseguite costantemente dal “Global Footprint Network”, organizzazione che calcola e determina la biocapacità globale confrontandola con l’impronta ecologica, cioè l’area biologicamente produttiva di mare e di terra necessaria per rigenerare le risorse consumate da una popolazione umana e per assorbire i rifiuti corrispondenti. Purtroppo molti non conoscono l'esistenza dell'Earth overshoot day o Giorno del debito ecologico, ovvero la giornata nella quale il fabbisogno delle nostre società sorpassa la capacità rigenerativa della Terra. I dati sono davvero impressionanti, basti considerare che nel 1987 il giorno del debito ecologico cadeva il 19 Dicembre e nel 2014 si è attestato al 19 Agosto. In metà anno abbiamo consumato le risorse che sarebbero dovute servire per tutto l'anno, dal 20 Agosto 2014 abbiamo in un certo senso usato il bancomat ecologico andando a rosso. Di questo passo si stima che nel 2050 avremo bisogno di due pianeti.

Mi son fatto una idea, che pian piano è diventata una teoria, una forte convinzione maturata dall'analisi scevra di interessi, di condizionamenti, di cinico materialismo virale di cui è ammalata la maggior parte dell'umanità mondiale. Il materialismo a mio modesto parere,  è il "Male", un sentimento del possesso che affanna la società consumistica sino a renderla schiava di se stessa.

Analizzando come si muovono gli interessi delle nazioni, valutando serenamente e senza preconcetti la loro petrolio-dipendenza, possiamo asserire che l'altro fronte è quello delle guerre, delle invasioni, dei bombardamenti chirurgici e degli attentati, delle contrapposizioni ideologiche e religiose, fanatismi integralisti e cinici interessi capitalistici che generano aberranti azioni sempre a danno delle popolazioni più deboli. La necessità di petrolio genera tutto il peggio del peggio, decapitazioni, rapimenti, uccisioni di massa, genocidi, affama intere popolazioni indigene in aree non industrializzate del mondo, producendo inquinamento ambientale a carico del mare, della terra e dell'atmosfera.

Un materiale succhiato dalle viscere della terra nero ed appiccicoso che in me, così come in molti altri esseri umani ed associazioni, una su tutte Greenpeace,  ha creato un sentimento che io definisco Petròdio.
Non è un errore di battitura il mio, ma un vero e proprio odio che è cresciuto man mano che osservavo e meditavo sul comportamento dell'essere umano, completamente soggiogato da questo vortice pazzesco del consumismo.
Tutto sembra essere regolare e regolato da criteri scientifici, ma sono solo mistificazioni della realtà, la Finanza non ha nessun collegamento con l'Economia anche se nell'immaginario collettivo queste due parole viaggiano in parallelo, quasi in simbiosi, sebbene in realtà siano esattamente antagoniste, una all'opposto dell'altra.
Basta fare una ricerca etimologica per appurare che Economia dal greco oikosnomìa è una parola composta, dove "oikos" significa dimora e "nomìa" significa valore. Quindi "dimora di valore", in senso metaforico luogo dove si sta in pace, dove fermarsi e godere in santa pace grazie ai valori del luogo stesso.
Parlando quindi di economia inevitabilmente dobbiamo partire dalla base, la casa e gli sprechi, la casa non da intendersi solo come abitazione o involucro edilizio, ma anche da intendersi come ambiente. L'Universo è la casa degli uomini e solo una gestione virtuosa potrà restituirci un reale benessere.

Saremo capaci di ridurre le nostre richieste? le nostre voglie?  la nostra futilità intellettuale?
Se sapremo davvero sensibilizzarci rinnovandoci e reinventandoci, iniziando a desiderare il futuro e non il presente, l'aria e non la cartamoneta, le cose semplici alle cose elaborate che comportano gioco forza un dispendio energetico, se sapremo essere ecosensibili potremo recuperare molto.

Ma tutto questo deve innescarsi immediatamente. Non possiamo permetterci di aspettare il punto di non ritorno.

Che Petròdio sia.

dalai lama

lunedì 16 dicembre 2013

MADIBA [Insegnare a pensare per sognare per conquistare]


MADIBA [Insegnare a pensare, per sognare, per conquistare]

L'esistenza di ognuno ormai sempre più è vincolata agli obblighi, ai doveri, alle necessità del suo vivere quotidiano, che comprimono e riducono sempre più la libertà di pensiero e di azione dell'uomo. Questo è inaccettabile.

L'uomo ha bisogno, oltre che degli spazi fisici, di spazi mentali, di quei momenti utili ed importanti, che consentono, staccandosi dal quotidiano, di osservare, meditare, leggere e scrivere un pensiero. Spazi temporali per ricaricarsi, per analizzare la propria vita, tutto quanto ciò che ci circonda e che tenta di condizionarci. Spazi che è doveroso coltivare, a cui dedicare giusta attenzione, da replicare per tornare a scoprire sensazioni e sentimenti sopiti, quasi dimenticati. L'esercizio quotidiano del pensare porta ad un bivio, la domanda per eccellenza : “essere o non essere”. Quando l'uomo decide che oltre a pensare vuole anche agire, perché sente forte la necessità di voler fare qualcosa in prima persona, perché vuol cercare di trasformare il normale corso delle cose, di incidere, mettendo in campo idee ed iniziative. Qualora queste aspirazioni, quasi impossibili, non inducono l'uomo a recedere dalla sua decisione, per ragioni insite nel suo cuore, per motivazioni così forti e sentite da generare la certezza del risultato, se il cuore non accetta di fermarsi nonostante tutte le avversità ed anche se questo dovrà costare sacrificio, di certo siamo in presenza di un Uomo che Sogna..

Se non fossero esistiti i sognatori, l'uomo non avrebbe potuto raggiungere traguardi impensabili che parevano irrealizzabili: Sembra banale, ma quel fermarsi per ritagliarsi del tempo senza farsi troppo dettare il ritmo dall'egoismo, dal materialismo e dalla scarsa fiducia nei nostri mezzi, rende possibile la riflessione, la meditazione e la nascita di nuovi sogni.

Oggi, in tutto il mondo si onora il più grande sognatore del nostro tempo, un uomo che ha saputo trasmettere al mondo intero il suo Grande Sogno di uguaglianza tra i popoli, un grande uomo che reagì all'apartheid ed all'ingiustizia subita in prima persona meravigliando il mondo intero. Un uomo che lasciò senza parole persino i suoi simili. Dopo 27 anni di prigionia, venne liberato e con grande umiltà, senza accusare ed offendere, senza allargare il divario del contendere, senza accendere gli animi pronti ad erigere barriere, insegnò, e lo fece in modo egregio, che siamo tutti uguali. Grazie alla sua grande capacità di comprendere e far comprendere, ha creato un solco che ha segnato una svolta epocale nell'umanità. Un vero esempio di semplicità, saggezza, umanità, nobiltà d'animo e di universalità del libero pensiero.

Nato in Sudafrica, membro dell'etnia xhosa, lo chiamarono Madiba, crebbe, fu apprezzato, rispettato ed amato, in tutto il mondo conosciuto come Nelson Mandela. Madiba, continuerà sempre, e ce lo auguriamo davvero, ad illuminare i cuori dell'intera umanità. Nelson Mandela è un esempio, una prova certa, una testimonianza dei risultati che si possono raggiungere quando l'Uomo, al bivio della sua vita, decide di agire. Un uomo che ha realizzato il proprio sogno, un sogno che apparteneva a tutti.

Nelson Mandela ci ha donato molte frasi sagge, tra queste ricordiamo:
La Pace non è un sogno: può diventare realtà; ma per custodirla bisogna essere capaci di sognare”,

Un vincitore è solo un sognatore che non si è arreso”.

Semplici parole, una grande eredità da custodire e consegnare ai nostri figli.

Paolo Iusco



giovedì 29 novembre 2012

Equilibrio Cosmico


Come ben sapete Il Pianeta Terra ruota su se stesso e nel mentre gira intorno al Sole,  anche altri Pianeti girano intorno al Sole e tutti insieme formano il Sistema Solare.

A volte penso che se esiste da sempre un moto perpetuo, ci sarà bene una ragione, di certo questo costante movimento di ogni cosa in perfetta armonia genera un equilibrio.

Partendo dall’equilibrio del sistema solare e basandomi su questa certezza che dà origine alla vita sul nostro pianeta  nelle sue molteplici forme, manifesto un concetto che non è scientifico ma che mi aiuta molto ad esprimere ciò in cui credo.

Da sempre ogni cosa si è fatta in un certo modo, impostazioni che nel linguaggio moderno si definiscono di default o predefinite. Bene, se ci pensiamo un attimo, cosi come in ogni sofisticato sistema, programma, elaborazione, non si dovrebbe mettere le mani, potremmo creare dei danni a volte anche irreparabili a volte meno, solo per aver cambiato le impostazioni originali, solo per aver violato e modificato le impostazioni di default. Quando il sistema, risentito dalle continue intrusioni, comincia a cedere e non va più come dovrebbe, si cerca di porre rimedio consapevoli di aver manomesso un equilibrio, di essere stati troppo  audaci o troppo sciocchi? Se siamo stati non molto sciocchi con il ripristino delle impostazioni predefinite, riusciamo a riportare il sistema allo stato originario, rendendolo di nuovo efficiente e stabile. Altre volte, per nostra troppa esuberanza e presunzione, anche per superficialità e mancanza di sensibile attenzione, per dirla tutta in modo schietto e franco, per nostra stupidità, creiamo danni irreparabili.

Il Pianeta Terra è un sistema che gira in un certo modo da sempre. A me pare che in molti, che  definirei inetti, ci mettono ancor tutt’oggi le mani, con cattiveria e cinismo senza etica e senza pudore. Molti altri per mera incompetenza, ed anche noi stessi per errati comportamenti. Tutti insieme, ognuno in qualche modo ha contribuito a spezzare questo equilibrio. In particolar modo con il ciclo del petrolio e conseguenti immissioni di CO2 in atmosfera stiamo decisamente portando la Terra verso una fase di non ritorno.

La Terra non è un programma di un computer che si può resettare, formattare e reinstallare. La Terra, se non cerchiamo di ritornare alle logiche del passato, non potrà resistere a lungo. 

La Terra è il nostro humus, avvelenarla significa avvelenare noi stessi.

Lascio a Voi le considerazioni del caso.

Jupa

martedì 27 novembre 2012

Bioedilizia

Costruire edifici dove la famiglia deve passare la maggior parte della propria vita, a mio avviso è un compito molto complesso ma non per questo da sottovalutare. Spesso nel costruire nuove costruzioni non si tiene in debita considerazione le primarie necessità abitative : Salubrità, Comfort e Benessere.
Ogni individuo trascorre mediamente 80-90% del suo tempo in luoghi chiusi (casa, scuola, ufficio). Le attuali tecniche costruttive puntano al cemento armato. Si ritiene, questa tecnica, dannosa per la salute a causa della igroscopicità del cemento armato e del conseguente rilascio di umidità; l'armatura metallica usata interrompe il campo elettrico naturale, creando il famoso effetto denominato “gabbia di Faraday”, fenomeno che sembra all'origine di numerose malattie degenerative.

L'Organizzazione Mondiale per la Sanità ha rilevato che l'inquinamento “indoor” è causato principalmente dalle moderne tecniche di costruzione (vedi: allergeni indoor, Sindrome dell’Edificio Malato, espressioni del Disagio Somatizzato, ecc.) ed in particolare modo le cause di questi malesseri sono da attribuirsi alle emanazioni provenienti da materiali isolanti artificiali, dai rivestimenti sintetici di pareti e di soffitti.

Invece di mettere al centro il profitto puro, che notoriamente segue schemi differenti, a mio avviso illogici, cinici e privi di Etica, la Bioedilizia mette al centro l’individuo ed il suo benessere abitativo, il rispetto dell'ambiente e la tutela delle risorse naturali, 
la salute e la salubrità degli ambienti.

Mediante l'attenta valutazione di ogni singolo materiale da utilizzare, gli accostamenti degli stessi, la valutazione dell'ecosostenibilità, della L.C.A., delle immissioni di CO2, si punta a progettare Edifici traspiranti, obbiettivo, questo, facilmente raggiungibile con l'uso di materiali naturali e riciclati che, oltre a garantire la traspirabilità, consentono una forte riduzione delle immissioni di CO2 grazie alle loro proprietà di isolamento termico ed acustico, alla loro inerzia termica, all'assenza di sostanze inquinanti, alla loro riciclabilità.

Le nuove leggi stanno puntando alla riduzione della dispersione termica in edilizia, ma servirebbero molti altri strumenti non solo legislativi, penso a strumenti finanziari, realizzati appositamente, in particolar modo per la Riqualificazione Energetica del patrimonio immobiliare privato e pubblico esistente.

Jupa


BioArchEticamente


L'Etica sembrerebbe mancare all'appello.

L'essere umano preso nella morsa del materialismo sfrenato, non ha più neanche il tempo di meditare e riflettere sul tempo che passa e sul valore dello stesso.

Non ha più importanza se la giornata è soleggiata, non ha più importanza se ci svegliamo senza mal di testa e siamo per questo rilassati, non sembra più esserci in giro gente rilassata.

Gli impegni assunti per il possesso del superfluo inducono allo spreco di risorse, le azioni purtroppo sono scandite dalla clessidra del profitto a tutti i costi, anche, perpetrato a danno di chicchessia.

Qualcuno ignaro dell'altrui cattiveria e del celato cinismo, in buona fede continua a dar fiducia. 

L'Etica e la coscienza professionale sono il traghetto che porta sull'isola della sicurezza e del successo. In tanti pur di arrivare al successo ricorrono all'inganno, una pratica disdicevole e scorretta. In molti son convinti che l'unico modo per andare avanti sia l'inganno, molti altri, mentre soffrono della loro vita sufficiente o mediocre promettono a se stessi di diventare cattivi alla tornata successiva. Per fortuna moltissimi ascoltano la loro coscienza e quindi vivono in pace con se stessi pur non raggiungendo il successo: la mediocrità è un eden se la si vive con la coscienza a posto.

L'Etica è un valore che si dovrebbe sempre considerare, in ogni campo e per ogni azione, in ogni momento ed in ogni luogo.